Disciplina della raccolta dei funghi spontanei.

Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LIGURIA N. 21
del 22 maggio 1985

Il Consiglio Regionale ha approvato.
Il Commissario del Governo ha apposto il visto.
Il Presidente della Giunta promulgala seguente legge regionale:



ARTICOLO 1

La presente legge disciplina la raccolta dei funghi spontanei allo scopo di garantire la conservazione del patrimonio naturale e l'incremento dei fattori produttivi nei territori montani in conformità con gli obiettivi di cui all'articolo 10 della legge 27 dicembre 1977 nº 984, e di assicurare i benefici che possono derivare agli ecosistemi vegetali.



ARTICOLO 2

Nei limiti e con le modalità indicate nei successivi articoli 3, 4 e 5, la raccolta dei funghi è libera nei boschi naturali e nei terreni incolti di qualsiasi natura, secondo gli usi. Il proprietario, singolo od associato anche mediante la partecipazione ai consorzi di cui al successivo articolo 6, tuttavia, può riservarsene la raccolta con la semplice apposizione di cartelli e tabelle da collocare ad almeno tre metri di altezza dal suolo lungo il confine dei terreni e ad una distanza tale che essi risultino visibili da ogni punto di accesso ed in modo che da ogni cartello siano visibili tanto il precedente che il successivo. I cartelli dovranno recare l'indicazione di << Proprietà privata >> ovvero la denominazione del consorzio o dell'ente con la scritta a stampatello ben evidenziata e leggibile da terra << Raccolta dei funghi e degli altri prodotti del bosco riservata >>.
Sono fatti salvi gli usi civici minori di cui all'articolo 4 della legge 16 giugno 1927 n. 1766.



ARTICOLO 3

In tutto il territorio della Regione la raccolta dei funghi spontanei è consentita soltanto per le specie commestibili e per una quantità giornaliera individuale nei seguenti limiti:
a) per la specie << Boletus reticulatus, edulis, aereus e pinicola >> (porcini) fino ad un massimo di chilogrammi tre per persona;
b) per la specie << amanita caesarea >> (ovolo) fino ad un massimo di un chilogrammo per persona;
c) per tutte le altre specie fino ad un massimo di chilogrammi cinque per persona, esclusi i chiodini, la cui raccolta non è soggetta a limiti.
Fermi restando i quantitativi di specie di cui al comma precedente, la quantità di raccolta individuale non può complessivamente superare il limite giornaliero di chilogrammi cinque.
I proprietari e le persone aventi il godimento del fondo, nonchè i loro familiari e dipendenti regolarmente assunti, possono procedere alla raccolta dei funghi sul fondo stesso senza limiti di quantità. Analoga facoltà spetta agli aventi diritto nei terreni di proprietà frazionale.



ARTICOLO 4

La raccolta dei funghi spontanei deve avvenire cogliendo con torsione esemplari interi e completi di tutte le parti necessarie alla determinazione della specie.
E' vietato, nella raccolta dei funghi spontanei, usare rastrelli, uncini o altri mezzi che possano danneggiare lo strato umifero del terreno, il micelio fungino e lo apparato radicale della flora. E' altresì vietato fare uso di sacchetti di plastica e contenitori stagni per la raccolta e il trasporto dei funghi.
E' consentito, durante la ricerca dei funghi spontanei, l'uso di un bastone a punta unica, purché il medesimo non venga impiegato per svellere o in qualsiasi modo danneggiare i funghi.



ARTICOLO 5

La raccolta e il danneggiamento dei funghi spontanei non commestibili o velenosi sono
vietati.



ARTICOLO 6

La Regione, le Province, i Comuni e le Comunità Montane proprietari di boschi naturali o di terreni incolti, gli imprenditori agricoli e forestali, i proprietari coltivatori diretti, i mezzadri, i coloni e gli affittuari di boschi naturali o di terreni incolti, possono promuovere, ai sensi dell'articolo 2602 del Codice Civile, la costituzione di consorzi volontari per la ricerca, la raccolta e la vendita dei funghi e per la conduzione della produzione agricola connessa.
La ricerca e la raccolta dei funghi sono riservati, nei boschi e nei terreni delimitati così come stabilito nel precedente articolo 2 ed appartenenti ai soggetti consorziati, ai soci partecipanti od a persone da questi autorizzate, secondo modalità che i consorzi stessi stabiliranno nei loro atti costitutivi o mediante atti deliberativi assunti nei modi di legge ed in conformità dello statuto, anche mediante il rilascio di appositi tesserini a pagamento.
I proventi così conseguiti, esclusi quelli ricavati dalla attività economica esercitata nel perseguimento
dello scopo sociale, dedotti gli oneri generali e le spese di sorveglianza e di custodia, dovranno essere impiegati in opere ed interventi diretti al miglioramento del bosco ed alla sua più razionale coltivazione per incrementare i prodotti naturali.



ARTICOLO 7

I Sindaci dei Comuni della regione possono stabilire, con proprio provvedimento da pubblicarsi all'albo del Comune e da rendersi noto mediante la forma dei pubblici proclami anche lungo le strade ed i perimetri dei fondi, la data di inizio e di chiusura della raccolta dei funghi nella stagione primaverile ed autunnale.
Il provvedimento deve essere obbligatoriamente preceduto da parere del Corpo forestale
dello Stato.
Ove i sindaci non provvedano a quanto sopra la raccolta si intenderà comunque consentita.



ARTICOLO 8

Sono incaricati della osservanza della presente legge gli organi di polizia forestale, di vigilanza della caccia e della pesca, gli organi di polizia locale, i custodi forestali dei Comuni e dei loro consorzi, nonchè gli agenti giurati che ne abbiano facoltà in base alle vigenti leggi.
Gli agenti giurati, nominati dai consorzi, devono possedere i requisiti di cui all'articolo 138 del TU di pubblica sicurezza e prestano giuramento dinanzi al pretore.



ARTICOLO 9

Le violazioni alle norme degli articoli 3 e 6 della presente legge sono punite con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma minima di lire 50.000 e massima di lire 300.000 e della confisca amministrativa dei funghi, salva in ogni caso la prova della legittima provenienza.
Il prodotto confiscato viene attribuito al consorzio o al Comune che ne stabilisce la destinazione.
La violazione dell'articolo 5 della presente legge è punita con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma minima di lire 30.000 e massima di lire 100.000 e della confisca amministrativa dei funghi.
Le violazioni delle prescrizioni di cui all'articolo 4 della presente legge sono punite con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma minima di lire 50.000 e massima di lire 100.000.
La violazione delle prescrizioni di cui all'articolo 7 della presente legge è punita con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di lire 100.000.



ARTICOLO 10

Per le applicazioni delle sanzioni amministrative previste dalla presente legge valgono le disposizioni della legge 24 novembre 1981 n. 689 e delle legge regionale 2 dicembre 1982 n. 45.



ARTICOLO 11

Il Presidente della Giunta regionale ha la facoltà di ulteriormente limitare o vietare la raccolta dei funghi in quelle zone in cui possono manifestarsi nell'ecosistema forestale profonde modificazioni sui fattori biotici o abiotici che regolano la reciprocità dei rapporti tra micelio fungino e radici delle piante componenti il bosco.
Il Presidente della Giunta regionale ha la facoltà, altresì, di rilasciare, per documentati scopi didattici o scientifici, speciali autorizzazioni per la raccolta di qualsiasi specie di fungo.
Le funzioni di cui ai commi precedenti sono delegate alle Comunità Montane ed ai Consorzi di Comuni per l'esercizio delle deleghe in agricoltura competenti per territorio, i quali dovranno in ogni caso sentire il parere, vincolante, dell'organo forestale.



ARTICOLO 12

I Consorzi di cui al precedente articolo 6 e quelli già esistenti con analoghe finalità dovranno inviare all'Assessorato regionale all'agricoltura nel termine, rispettivamente, di tre mesi dalla omologazione dell'atto costitutivo o di entrata in vigore della presente legge, copia dell'atto stesso e dello statuto ed alla fine di ogni anno una relazione sommaria sulla attività e sull'impiego dei proventi per le finalità di miglioramento e di conservazione.



ARTICOLO 13

E' abrogata la legge regionale 21 maggio 1979 n. 18.
La presente legge regionale sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Liguria.

Data a Genova, addì 3 maggio 1985
REGIONE LIGURIA  -  LEGGE REGIONALE N. 30 DEL 3-05-1985